Ass. Ausilio
non buono il tirocinio
Premesso che non ho motivo per criticare l’Assessore Ausilio
se non per gli atti e progetti e proposte del suo Assessorato che non siano
condivisibili e,dunque, l’intervento mira a riportare le questioni nella giusta
luce e anche a diradare,se si può, una qualche polemica troppo
strumentale. I tirocini formativi
attirano l’attenzione, evidentemente, per due ordini di ragioni : 1) sono
riferiti ad attività formative da farsi presso pubbliche amministrazioni
Lucane; 2) vengono lanciati a ridosso delle elezioni regionali. Da qui un estremo e polemico – a volte –
interesse. A me non interessano tanto
le ragioni predette quanto il fatto che questi tirocini possano avere un esito,
offrire una opportunità formativa seria ai giovani, alleviare i ritardi o le
sofferenze delle pubbliche amministrazioni, insomma, che siano capaci di dare
un utile agli interessati e alle amministrazioni ovvero agli interessati ovvero
alle amministrazioni. Ad occhio non pare
che possano dare uno qualsiasi degli esiti da me sperati perché non sono
incentrati su una precipua attività di studio che li finalizzi o li abbia
finalizzati o li possa finalizzare in tal senso. Ragione per cui, alla fine fine, i critici
hanno buon gioco a dichiarare che sono inutili e che sembrano una manovra pre
elettorale. Il perché di questa mia
critica – che vuole essere ed è costruttiva – è semplice e basta porsi una
domanda : ma alla fine del tirocinio formativo il giovane formato tornerà o no
disoccupato o inoccupato com’era prima? La risposta inevitabile è si! Allora il
tirocinio si configura come parcheggio per un anno. Ma bisogna aggiungere che neanche le PP.AA.
rischiano di avere un qualche beneficio o sollievo alle proprie croniche
sofferenze perché anche per le amministrazioni saranno più un problema che un
aiuto. Bisognerà impiegare unità per fare il tutoraggio e,dunque, si rischia di
sottrarre ancora competenze ed abilità alla normale attività – che già procede
a rilento di suo – anche se,verosimilmente, queste unità dovrebbero essere
velocemente in grado di dare il proprio contributo operativo. Però questo è solo un lato del problema,
l’altro lato del problema è che queste politiche sembra siano condizionate da
una altalena di indirizzi perché l’anno scorso la Regione – stesso
assessorato – ha lanciato il programma pari che ancora oggi comincia a muovere
i primi passi e, però, a fronte di tot. richieste ne vengono finanziate meno
della metà. Oggi,invece, di completare
il finanziamento di quei progetti si propongono i tirocini formativi, pochi
mesi addietro non si sono contate le polemiche sulla proposta di
regolarizzazione dei precari presso la regione e gli enti sub regionali. Insomma,appare, troppo incerta e quasi
incoerente la proposta politica. Richiamo
il programma P.A.R.I. perché lì si è in presenza di ipotesi finalizzate a
diventare autosufficienti da parte dei giovani candidati che hanno avanzato
un’idea imprenditoriale – che se funziona – li toglie dalla
disoccupazione. Se quell’idea però la
facciamo partire tra due anni nasce di sicuro già morta. Se quell’idea la
facciamo partire quando il giovane ha fatto la valigia ed è emigrato non serve
più a niente. Azzardo,perciò, un paio
di suggerimenti: 1) completare immediatamente il finanziamento del programma p.a.r.i
per tutti i progetti ammissibili a finanziamento; 2) Completare il programma
per i tirocini ma integrando le modalità di modo che l’attività svolta presso
le PP.AA., previo un periodo iniziale di formazione, possa essere considerata a
tutti gli effetti servizio reso – e quindi possa essere utilizzato quale titolo
di servizio -; 3) attivare mediante integrazione del fondo o mediante ritaglio
di quota del fondo analoga possibilità di tirocinio formativo in azienda e
prevedere la possibilità che – in presenza di garanzia di assunzione – il
tirocinio possa essere effettuato anche fuori regione. Ovviamente so da me che i consigli non
pagati non sono molto apprezzati ma
tant’è questo è un tentativo di contribuire a svelenire la questione.
Antonio Caivano
Segre.Prov.le PSDI Potenza