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Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendo.
Aristotele

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di Lucani emigranti che dopo essere partiti vengono rimpianti

7 maggio 2009
Fuori gli "Inglesi" dalla Basilicata
di Antonio Caivano PSDI




Il plurale è d’obbligo e nasce,ovviamente, dal fatto che è inaccettabile, inimmaginabile, insopportabile quello che hanno fatto, e/o non fatto – naturalmente non da soli - , gli stranieri (non sono Lucani, infatti, i Dirigenti degli Uffici Scolastici di Basilicata) nella gestione delle iscrizioni al Liceo Scientifico “Galilei” di Potenza. I fatti sono noti a tutti : al Galilei troppi iscritti al Pasolini pochissimi. Di qui la pretesa del Direttore S. Regionale di imporre un tetto alle iscrizioni al Galilei e il trasferimento coatto dei ragazzi al Pasolini. Sono più volte intervenuto nella vicenda ed ho cercato di spiegare che ci stavano prendendo in giro con pretese interpretazioni di legge. Nei fatti le azioni poste in essere sono inqualificabili sotto il profilo del diritto e per conseguenza anche sotto l’aspetto etico, e morale e mi spiego. Poniamo, per ipotesi assurda, che il Dr. Inglese abbia ragione quando afferma che “non si può mettere un litro e mezzo di liquido in un recipiente che ne contiene solo 1 litro” significherebbe che il Dr. Inglese scientemente ed in piena assoluta scienza e coscienza - quando il 2002/03 ha consentito al Galilei di iscrivere alunni fino a 1660 - ha commesso una serie incredibile e interminabile di azioni in violazione di legge mettendo a rischio serio e gravissimo 1660 alunni e 120 docenti oltre una 40 na di personale ATA. Non posso credere che voglia sostenere una simile “verita” m’immagino che l’affermazione fosse una battuta però l’ha fatta e,dunque, rimane agli atti a dimostrazione che qualsiasi cosa abbia sostenuto sulla vicenda era viziata all’origine. Poniamo ancora, sempre per ipotesi assurda, che il Dr. INGLESE abbia ragione quando afferma che il Galilei ha troppi alunni e che “la quantità va a scapito della qualità” -ovviamente del fare scuola - e,dunque, dell’insegnamento impartito al Galilei allora ha deliberatamente e in piena scienza e coscienza creato le condizioni per il 2002/03, 03/04,04/05,05/06,06/07,07/08,08/09 che gli alunni frequentanti il Galilei ricevessero un insegnamento inqualificabile sotto il profilo della qualità – per la cui ragione gli alunni là si iscrivono -. Ammettiamo, dunque, che anche questa sia stata una battuta, però l’ha fatta e anche qui si dimostra che vi era vizio di origine. Poniamo poi, sempre per assurdo, che abbia ragione a dire che la norma è prescrittiva sul numero degli alunni minimo e massimo, come che vi sia una legge regionale che richiama una norma statale ma allora ha commesso un’altra serie incredibile di violazioni di legge e quanto altro egli oggi richiama. Non posso, ovviamente, credere queste assurdità ed allora mi tocca – mutuando Andreotti – pensare male, perché pensando male commetto peccato ma, quasi, certamente ci azzecco. Ed allora pensando male chiedo perché? Come mai? Dopo aver rifiutato per anni le pretese del Pasolini circa il trasferimento di alunni – che non sono mai cessate dalla sua nascita nel 2004 – oggi si capovolgono tutte le interpretazioni di legge etc.etc.? Quale che sia la risposta, che non ci sarà, io mi associo a quanto detto dal Sindaco SANTARSIERO e concludo invitando i Lucani a chiedere l’allontanamento di questi Dirigenti.

Antonio Caivano Consigliere Provinciale PSDI

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La crisi alla Regione Basilicata: Può diventare l’occasione per il rilancio di una seria ed efficace politica per i Lucani.

Le scelte politiche sono fondamentali e, soprattutto, non si possono più rimandare:

Bisogna capire che le idee camminano sulle gambe degli uomini e che senza idee, coraggio, sensibilità non si riesce a rilanciare sviluppo, occupazione, Miglioramento delle condizioni di vita dei Lucani residenti.

Bisogna cambiare passo e mettere al centro della politica il cittadino come alunno, studente, inoccupato, impiegato, lavoratore, pensionato, disoccupato.

Bisogna che le priorità politiche siano confacenti con le esigenze della gente.

Bisogna, insomma, che la politica si occupi delle necessità della gente e che le conosca direttamente queste necessità.

Bisogna, insomma, che sia conveniente vivere in Basilicata e non che sia una necessità.

Bisogna aiutare l’agricoltura Lucana e gli Agricoltori Lucani, magari, aiutandoli a vendere direttamente i propri prodotti.